| LA PREVENZIONE: QUESTA GRANDE SCONOSCIUTA | HOME PAGE |
E' risaputo che prevenire è meglio che curare. Tuttavia questo
concetto rimane spesso tale, visto che concretamente non è
ancora ben chiaro cosa significhi
prevenzione, visto il dilagare delle cure. Cosa significa "prevenzione"? "La prevenzione è l'insieme di azioni finalizzate ad impedire o ridurre il verificarsi di eventi non desiderati. Gli interventi di prevenzione sono in genere rivolti all'eliminazione o, nel caso non la stessa non sia concretamente attuabile, alla riduzione dei rischi che possono generare dei danni". Nell'ambito della salute si indica come prevenzione qualunque attività che riduca la mortalità o la morbilità dovute ad una certa patologia. Esistono tre livelli di prevenzione, che agiscono in momenti diversi:
(Fonte: Wikipedia)
Se applichiamo la prevenzione all'invecchiamento possiamo ottenere i seguenti benefici:
E' infatti solamente un luogo comune il definire la vecchiaia come
l'età della perdita. Il Prof. Cesa Bianchi sottolinea il
ruolo della creatività nel mantenimento - non solo delle
funzioni cognitive - ma di un benessere globale inteso come
miglioramento di salute, aspetti sociali e culturali. Petter asserisce che vi è una omogeneizzazione eccessiva della vecchiaia, che trascura le diversità ambientali, culturali e personali degli individui. Chattat parla di prospettiva temporale, cioè del rapporto tra passato, presente e futuro: è necessario dare significato al tempo passato e raggiungere la capacità di elaborazione delle emozioni per raggiungere obiettivi emotivamente significativi nel QUI ed ORA, poiché la perpetuazione del passato significa rifiuto del presente. La prevenzione primaria che intende limitare i possibili danni che s'incontrano nel progredire dell'invecchiamento, pone l'accento su quella che un tempo veniva definita "età di mezzo" e che corrisponde ora all'adulto tra i 45 e i 65 anni. In questo ventennio succedono molti "fatti di vita" e alcuni di questi possono sfociare in crisi. Infatti nella cosiddetta età di mezzo, o dell'adulto maturo, o della pre-anzianità, in genere è necessario affrontare grandi cambiamenti personali, relazionali e sociali:
E' importante affrontare
correttamente i momenti di "crisi“: lo si può fare
approfondendo le proprie conoscenze personali, condividendo con altre
persone le proprie esperienze e chiedendo aiuto a persone competenti
quando è necessario.
Questo serve ad evitare che la
persona affronti negativamente la propria situazione e che questo
stato raggiunga livelli patologici (depressione, panico, pensiero di
suicidio, etc) Per consigli ed approfondimenti: paola.taufer@psicoinfo.it |